giovedì 22 giugno 2017

Nella degradazione di tutte le cose esistenti



Mi piacerebbe leggere qualche tema della cosiddetta maturità, quei temi degli alunni che si sono cimentati seguendo la traccia sulle nuove tecnologie e lavoro, robotica e futuro. Per verificare se c’è anche un solo accenno a Marx, il quale sull’argomento mi pare che da qualche parte scrivesse qualcosina. E poi vorrei fare due chiacchiere con i loro insegnanti e chiedere, innanzitutto, il motivo fondamentale per il quale hanno scelto quel mestiere così avaro di soddisfazioni. Immagino già quali poesie di nuovo genere verrebbero recitate secondo i diversi talenti. Dite che ho scarsa considerazione degli insegnanti? Sì, ma ovviamente non nella loro totalità, bensì nella generalità dei casi. La scuola, nella degradazione di tutte le cose esistenti, gioca un ruolo che viene subito dopo lo spappolamento della famiglia. E dico ciò senza alcun personale risentimento, poiché non mi hanno mai “segato”. In alcune materie fu per merito e in un paio per aver raggiunto la sufficienza sul limite non avendo interesse in quelle di migliorarmi davvero. Senza stilare classifiche, resta un fatto che molti di noi sono venuti su da sé e hanno saputo farsi accettare anche senza aderire pedissequamente alle idee più convenzionali apprese a scuola.

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mercoledì 21 giugno 2017

Quell'anti-nazista di Erwin Rommel


Il mese scorso, nell'esercito tedesco (Bundeswehr), è stata scoperta una cellula terroristica di matrice neonazista. Per farvene un’idea in lingua italiana, leggete qui. La rete sembra più vasta di quella supposta in un primo momento. Ad ogni modo cito questo fatto quale cornice di un altro fatto che ha ad oggetto il quasi mitico feldmaresciallo Erwin Rommel.

Tutti sappiamo grossomodo chi fu Erwin Rommel, il suo ruolo, soprattutto nella guerra in Nord Africa e poi nel cosiddetto vallo atlantico, cioè a difesa dello sbarco degli alleati in Francia. Va notato che egli ebbe parte, in posizioni di rilievo, nella macchina da guerra nazista anche in altre tre campagne: in Polonia, in Francia e nel 1943 nell’occupazione dell’Italia, assumendo il comando del Heeresgruppe B operante nelle regioni settentrionali.

Diventò il più famoso “eroe di guerra” di Hitler, e proprio per tale motivo Rommel non fu solo ciò che scrivono le agiografie, e tantomeno fu un “eroe della resistenza” tedesca, così come sostiene l’attuale ministro della Difesa,  Frau Ursula Albrecht sposata von der Leyen.

martedì 20 giugno 2017

Peggio di così?



Quante balle ci hanno rifilato e alle quali in molti hanno creduto. A cominciare dalle cosiddette liberalizzazioni e privatizzazioni che avrebbero favorito la concorrenza e fatto diminuire le tariffe. E gli investitori che rifuggivano l’Italia per via dell’articolo 18, ricordate? Ora le tipologie contrattuali ci hanno riportato ad una schiavitù di cui s’era persa memoria. Spudoratamente hanno chiamato la cosa “a tutele crescenti”. C’è dell’allegria nel prenderci per il culo. E che dire delle pensioni? Cose da paura. E così per quanto riguarda tutto il resto. Basti pensare alle famose casette per i terremotati promesse entro natale (scorso) dal “mentitore seriale”.

E sullo smaltimento dei rifiuti? I termovalorizzatori uccidono, s’è gridato. Sì, quelli di quarant’anni fa. A Roma e da altre parti sono convinti di fare la raccolta differenziata.  Da quelle parti te lo dicono seriamente e francamente a me non va neanche di replicare. Quando sono a Roma faccio effettivamente la raccolta differenziata, se non altro per abitudine e praticità, poi scendo in strada e metto il tutto nei cassonetti! Peraltro scassati e immondi. Mettessero i romani per la loro città la stessa passione che dimostrano per il calcio e si stessero zitti, per vergogna.

E da vergognarci c’è anche qui da noi. Basta pensare al Mose di Venezia. Non mi riferisco solo alla solita corruzione. È un’opera inutile e, a mio avviso, anche pericolosa, che richiederà spese demenziali per la manutenzione. Peraltro non è ancora operativo. Uno dei motivi fondamentali – noto da più di mezzo secolo – dell’aumento del fenomeno dell’acqua alta è l’escavazione del cosiddetto canale dei petroli (ma non solo quel canale) per consentire alle petroliere di attraccare a Porto Marghera. Le barriere mobili del Mose, peraltro, è previsto che entrino in funzione solo quando la marea raggiunge un certo livello, vale a dire che l’acqua alta invaderà ugualmente tutta la parte più bassa della città, compresa la zona di Piazza san Marco. Decenni e miliardi buttati, anzi, rubati.


Un paese di mentitori seriali, d’ignoranti, di creduloni. Di gente che continua ad andare a votare perché sennò sarà peggio. Peggio di così?

lunedì 19 giugno 2017

Stillicidio quotidiano




Si torna a parlare d’innalzamento dell’età pensionabile. Su questo fronte non c’è pace per chi ha lavorato una vita. È una continua rincorsa. E tutto ciò dopo la pantomima della cosiddetta Ape. Il ministro Poletti, l’ineffabile, aveva promesso i decreti attuativi “per i primi di marzo”, poi per il primo maggio. La gazzetta ufficiale ha pubblicato il decreto venerdì scorso. C’è tempo per le domande fino al 15 luglio, poi l’Inps risponderà entro il 15 ottobre. Quindi è previsto un vincolo annuo di bilancio. All’appello manca anche il decreto ministeriale per la semplificazione dei requisiti per il pensionamento anticipato dei lavoratori impegnati in attività usuranti per almeno 6 degli ultimi 7 anni. Dell’Ape volontaria, una vera truffa, e di quella aziendale si sono perse le tracce. E avanti di questo passo, senza vergogna.

Ora, come detto, si riparla d’innalzamento dell’età pensionabile. Contrariamente a quanto comunemente si crede, tale innalzamento non è stato introdotto dalla famigerata legge Monti-Fornero, bensì è previsto da una legge del 2010, la 122, che convertiva il decreto 78/2010, durante il governo Berlusconi. Ad evincere che il fronte per dare addosso ai poveri cristi è sempre compatissimo. Si tratta dell’applicazione di un automatismo burocratico legato alla cosiddetta speranza di vita, parametrando allo stesso modo la speranza di vita a prescindere dalla tipologia lavorativa. 

Oltretutto tale misura funge da “tappo”, e a pagarne il prezzo sono anche i giovani che non entrano nel mercato del lavoro (suggerisco a chi ha idee contrarie su questo punto – magari sulla base dei “dati” – di alzare il culo e di venirsi a fare un giro nelle aziende venete, per esempio). Ad ogni modo è tempo di farla finita con questo genere di terrorismo previdenziale che non consente a nessuno di sapere con certezza quando andrà effettivamente in pensione. Posto che abbia maturato tutta una serie di requisiti che in non pochi casi rasentano il delirio. E tuttavia si può essere certi che l’uso strumentale del tema previdenziale da qui alle elezioni sarà stillicidio quotidiano.



domenica 18 giugno 2017

La classe operaia non ha da realizzare ideali

Post lunghetto ma tema sicuramente interessante per chi non ha smesso di pensare con la propria testa.


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Sono molto d’accordo con parte dell’analisi scrittada Aldo Tortorella sul Manifesto quale recensione ad un libro di Sergio Sabattini:

Il tempo in cui viviamo dimostra bene che era un’illusione pensare che lo scacco fosse solo dei comunisti ivi compresi quelli come i comunisti italiani che avevano seguito la linea della piena fedeltà alla democrazia. Sono in crisi radicale i socialdemocratici europei costretti, ove ancora contano, a far da sostegno ai centristi più o meno moderati.
Di fronte a questi fallimenti a sinistra, la sua parte più moderata ha pensato che fosse tutto da buttar via, anzi da rottamare e che bisognava affrettarsi a mutare non solo la pelle ma tutti gli organi interni, il fegato, il cuore e anche il cervello, facendosi liberal-democratici e neoliberisti, esecrando le parole antiche e nascondendo le antiche bandiere. Ma è venuta la grande crisi iniziata nel 2007 e non ancora finita così che sono entrati in crisi anche i liberal-democratici vagamente progressisti, come i democratici americani o i loro maldestri imitatori di casa nostra, vittime della loro indifferenza verso i prezzi che la globalizzazione capitalistica faceva pagare a tanta parte dei lavoratori delle metropoli.

Vero è anche, però, che Tortorella non cita i limiti e le contraddizioni del riformismo prima che esso mutasse “non solo la pelle ma tutti gli organi interni”. Si tratta dello stesso soggetto, di Jekyll e Mr Hyde, stesso fegato, cuore e anche il cervello. Il processo di mutazione riguarda la stessa storia del Pci, nella quale si è giocato allegramente Gramsci contro Marx, o addirittura Vico contro Gramsci. Sempre là, al crocianesimo di ritorno della formazione del gruppo dirigente comunista e a un Marx che “nessuno leggeva”, come scrive nelle sue memorie Rossana Rossanda, allora responsabile cultura del Pci.

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sabato 17 giugno 2017

Lo specchietto per gli allocchi



Il cosiddetto ius soli, per come si vuole attuare, è l’ennesima cazzata. Tuttavia si farà e in linea di principio non dovrebbe recare troppo danno. Se non fosse per via dell’islam. Che non è, mettiamocelo bene in testa, solo una religione. L’islam non accetta per nulla l’idea e i principi della laicità, di separare la sfera politica da quella religiosa, e non è suscettibile di secolarizzazione, tantomeno in una fase storica come l’attuale.

Noi vediamo, per esempio, quale sia il ruolo e la considerazione riservati alle donne dai maschi musulmani anche in paesi dove hanno attecchito modelli di benessere e di consumo occidentali. E dunque possiamo pensare che dei ragazzini allevati in famiglie di fede islamica e indottrinati secondo la scala di valori dettata dalla sharia, di propria sponte accolgano una concezione del rapporto tra i sessi e della libertà sessuale diversa e opposta da quella dei propri genitori e delle loro comunità per il solo fatto di aver frequentato qualche anno di scuola in Italia?

È vero che vi sono maschi italiani e magari cattolicissimi che considerano la donna alla stessa stregua degli emiri, ma ciò rappresenta appunto un problema. Per quale motivo dovremmo crearcene un altro e di difficile gestione concedendo la cittadinanza italiana con tanta facilità e disinvoltura a chi, oggi bambino e ragazzo ma presto adulto, non ha alcuna intenzione di aderire ai valori fondamentali della nostra civiltà?


Inoltre: è difficile immaginare, tra qualche decennio se non prima, la nascita in Italia di un partito politico su base islamica? Prima a livello locale, con liste proprie, poi in ambito nazionale? E Allah non voglia che tale partito non funga da ago della bilancia per la composizione di una maggioranza di governo. Portare l’esempio di Sadiq Aman Khan e simili, significa giocare con lo specchietto per gli allocchi.

venerdì 16 giugno 2017

Non può



È con vibrante soddisfazione che segnalo che in riferimento al mio ultimo post è giunto un commento. Ciò vuol dire che almeno una persona l’ha trovato degno di considerazione. Laddove prevalgono gusti opposti a questo mio desueto genere di esplorazioni storiche c’è di che esserne lusingati. A me i contemporanei interessano poco, e non m’illudo che il resoconto di una battaglia napoleonica possa interessare una frangia di lettori più numerosa in un’epoca nella quale le grandi potenze minacciano con una quantità d’armi nucleari tale da poter annichilire l’intero genere umano in un’ora.

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“Ci siamo illusi che la democrazia avesse vinto” ricama l’ex direttore di Repubblica Ezio Mauro. Vi siete voluti illudere, per calcolo. Ha vinto quello che vi ostinate a chiamare “mercato” e, ciò che è peggio, continuerete ad illudere. Il capitalismo, in qualunque ambito lo si esamini, non può sfuggire alle sue contraddizioni.