martedì 21 giugno 2011

L'élite pseudo-democratica



Sui giornali italiani si parla del solito nulla che è poi la sostanza di questo paese: corruzione, distrazione di fondi, monnezza nelle strade, scommesse, arresti, litigi finti e spartizioni vere. Del resto, di cosa dovrebbero occuparsi i giornali, della guerra in Libia, dei civili uccisi a centinaia dai bombardieri “democratici”? No, danno ampio risalto alle beghe tra un partito regionale xenofobo e l’inquilino del Quirinale. Il partito xenofobo ha votato in Parlamento la guerra di aggressione; ora, a parole, vorrebbe fare marcia indietro, ma lo sponsor quirinalizio non ci sta a perdere la faccia e vuole  che i bombardamenti, quindi le uccisioni, continuino fino a quando lo scopo del suo capriccio non sarà raggiunto.

È lo stesso partito che s’è inventato, tanto per distrarre l’attenzione dei dementi, i “ministeri al nord”. Ora s’è accordato per qualche scrivania dove sistemare i propri attivisti e clienti. Questi dirigenti dei partiti non li vedremo mai braccati per le contrade della padanìa e appesi a dei lampioni. Il nostro è un popolo pacifico che ha sperimentato i don Rodrigo e la Chiesa, i Savoia e il fascismo, può ben permettersi di sopportare anche questi ex balordi di provincia.

Le ragioni del vivere sono andate a farsi fottere in cambio di poco. Questi cazzo di politici non decidono niente, a decidere sono le agenzie di rating, le corporation, i colossi dell'industria e della finanza, i magliari del grande inganno. È la grande borghesia, dall’alto dei palazzi di Bruxelles, Francoforte,  Parigi, New York, Tokio, Singapore, Hong Kong, Riyad, ecc. quella che comanda davvero. Come ho scritto tante volte, si tratta di elitismo pseudo-democratico che assegna al «popolo sovrano», debitamente disinformato e rincoglionito, il ruolo del consenso e di consumatori compulsivi, spettatori schizofrenici. E anche quando prendiamo una decisione, magari con un referendum, una settimana dopo è tutto vanificato da quei figli di puttana che stanno al potere (non solo al governo, ma al potere) solo perché sono al servizio delle multinazionali. Vedi il caso dell’acqua e di quel che se ne vuol fare a destra e a manca.

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