giovedì 11 agosto 2011

Buon ferragosto



Con sorpresa ho ricevuto una nuova mail da suor Benedetta del Santissimo Sangue di Gesù. La reverenda mi comunica che in merito allo scherzetto di disseminare tra i libri devozionali della biblioteca conventuale le incisioni erotiche di Hogarth, tra le sorelle è prevalsa la disponibilità al perdono, poiché – inferisco da me – è così bello stizzirsi e ciò nonostante dover amare. E del resto, non è l’oggetto della loro fede fatto a immagine della loro alienazione?

Più grave, rileva la superiora, è l’aver dato in lettura il Concilio dell’amore di Oskar Panizza alla giovane novizia. Suor Benedetta trascura che la rinuncia è la virtù di cui si onora lo schiavo. Vorrei dirle che l’amore della vita è nella totalità dell’amore. Ed è nell’amore sessuale che il corpo impara a revocare il senso di colpa e a scoprirne l’innocenza. Sottratta a questa esperienza, la vita è condannata all’incompiutezza. Non c’è eternità se non nel cuore del presente, nel libero godimento di sé.

Infine, la suora racconta che è prevalso il perdono anche in questo caso e mi comunica che in questo mese d’agosto c’è meno affluenza del solito presso il convento. Dice che questa calma dà sollievo e m’invita a trascorrervi ancora qualche giorno. È fin troppo candida questa badessa nel preporre questioni di mero interesse al desiderio – che lei sa bene essere ingiusto quanto vano – di fare di me una coscienza contrita e devota.

Per questo ho deciso che andrò altrove. Ciao.

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